L’idea dei Guardiani – 1

X-men, fonte di ispirazione (mi arresteranno!).
X-men, fonte di ispirazione (mi arresteranno!).

Quello che mi viene chiesto più spesso quando mi si intervista in merito al romanzo “I Guardiani della Luce” è com’è nata la storia e da dove è arrivata l’idea di creare uno urban fantasy ambientato a Palermo.

Il processo di creazione è stato lungo e risalire all’origine di tutto non è facile, ma di sicuro un primissimo embrione dei Guardiani risale al 1996: un fumetto che disegnavo per diletto intitolato “ENERGY FIGHTERS”,  nel quale i protagonisti eravamo io, il mio amico Daniele e Nico, un mio vecchio vicino di casa (del quale ovviamente ero innamoratissimo, nella realtà non nel fumetto). Col tempo a noi si univano svariati amici tra cui una coppia formata da Nando e Giuseppe, due miei compagni delle scuole medie e unici personaggi gay dichiarati della storia, Vincenzo, che si scopriva essere un cyborg e non un essere umano (negli anni avrei scoperto che questi erano i piani iniziali di Naoko Takeuchi per Sailor Mercury, poi fortunatamente scartati, e la cosa ogni volta che ci penso mi sorprende sempre) e svariati altri personaggi pescati qui e là dalle mie conoscenze. I ragazzi combattevano contro un entità chiamata Demonga (sì, vabbè…) che aveva come sottoposti 4 generali: il fante di cuori, il fante di picche, il fante di fiori e il fante di quadri. Ovviamente, oltre ad avere una spiccata somiglianza con i 4 generali del regno delle Tenebre di Sailor Moon, i fanti erano somiglianti anche ad altri personaggi inventati, tra cui Guyle di Street Fighters (sì, vabbè…). Inoltre, le storie ricalcavano moltissimo quelle di Sailor Moon, specialmente nella versione manga, e quelle di Rayearth.
La sessualità del personaggio Nino era assolutamente inesistente, anche se c’era una certa attrazione per Daniele (chiamato Danchan) nascosta da un cameratismo maschile che aveva dell’assurdo. Il fumetto aveva intere tavole copiate da Rayearth e Sailor Moon, quando non da altri manga famosi. Essendo creato ad uso e consumo dei miei amici, i casi si limitavano ad attacchi random al quartiere e avevano quasi sempre per vittime i genitori o i fratelli dei miei amici (il personaggio Nino sembrava vivere solo in funzione degli amici e non aveva background familiare). Ovviamente, dopo una ventina di capitoli tutti uguali la storia non arrivò mai alla fine, restò incompiuta, ma non mi davo per vinto, mi piaceva creare storie e le volevo disegnare… Il fatto che non sapessi tenere una matita in mano non costituiva un problema e mi divertivo. Ma la strada verso i Guardiani era appena cominciata… Un giorno avrò il coraggio di mostrarvi qualche tavola.

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