Non siete soli

10447666_10152274345723002_1679565192442590919_nOggi non parliamo dei Guardiani. Sono ancora sconvolto da quello che ho appreso: due notizie shockanti successe una a pochi giorni di distanza dall’altra. E mi chiedo ancora perché succedano queste cose. Perché un ragazzo di 16 anni debba essere discriminato solo perché i suoi gusti non coincidono con quelli degli altri, perchè un ragazzo di 16 anni debba sentirsi sbagliato arrivando addirittura a togliersi la vita. Questa settimana, ben due diversi casi hanno tenuto banco nei giornali e su internet: il suicidio di un ragazzo gay di Siracusa e l’allontanamento di un ragazzo gay dalla sua classe a Monza.
I due casi mi hanno particolarmente colpito: questi ragazzi hanno entrambi 16 anni, come i miei Guardiani, come tanti lettori che mi scrivono.

Il caso di Siracusa, vede nelle motivazioni del ragazzo un disagio diverso: quello della “povertà” della sua famiglia. A leggere gli articoli sembra quasi che non sia stata l’omosessualità la causa scatenante del suicidio ma la vergogna di non poter “vivere come gli altri”.  Come se non avere soldi per essere come gli altri fosse una colpa, come e non poter comprare del materiale chiesto a scuola fosse un errore irrimediabile.

Nel secondo caso, quello di Monza, un ragazzo è stato mandato fuori dalla sua classe per 2 giorni, costretto a stare in corridoio, per aver pubblicato su Instagram una foto dove lui e un suo amico erano a petto nudo. Lo studente era dichiaratamente gay e si è fatto 1+1… Per proteggere gli altri studenti. Scuola cattolica, c’era da aspettarselo… Eppure, quello che predicava Gesù Cristo era del tutto diverso.

Ho poco da dire: non mi sento all’altezza, né in grado di fare un’analisi obiettiva. Sono talmente arrabbiato e  basito che non ho parole che non siano insulti. E sarei di una banalità sconcertante.

Ma qualcosa voglio dirlo, a voi miei lettori adolescenti, e anche a quelli più grandi: non siete soli. Un giorno, tutto questo passerà e la gente, che adesso vi insulta, un giorno vi chiederà scusa. La miseria delle vostre famiglie non fa di voi degli emarginati, non è colpa vostra. Il mondo è un posto terrificante se non lo si scavalca, lasciando agli altri le regole del “si fa ma non si dice” e dell’omologazione a tutti i costi. Abbiate sempre il coraggio di andare a testa alta orgogliosi di quello che siete, perché nessuno di voi è sbagliato e un giorno o l’altro, ne avrete la prova certa. Ve lo dice uno che di miseria ne ha vista, che di insulti se ne è presi ma che non ha mai perso la voglia di vivere e di stare con gli altri. Qualunque fossero le loro idee, ceto sociale, religione, potere d’acquisto. Rimboccatevi le maniche e non perdetevi d’animo: le cose miglioreranno.

 

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