Unirsi tutti

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Sono a Firenze. Al sicuro. In una casa che reputo un rifugio. Circondato – anche qui e come sempre ovunque vado – da persone che mi vogliono bene e mi proteggono. Faccio parte di una tribù, quella della Roboterie, che è un tassello importante della più grande tribù di cui faccio parte, quella del popolo LGBT. Che non comprende solo le persone che corrispondono a queste sigle. Include tutti: i migranti, le donne, i feriti, gli scappati di casa, i diseredati e anche “i balordi come me”.

Ho vissuto in una bolla chiamata Bologna per 17 anni. Una bolla nella quale ho scoperto l’afterlife, una bolla nella quale se due uomini si prendono per mano non è un problema, una bolla nella quale sentirsi liberi è la norma e non l’eccezione. Ma fuori da quella bolla cosa c’è?

In questi giorni ne stanno succedendo di tutti i colori: dalla coppia minacciata con la benzina fino ad arrivare a scritte omofobe in un luogo che dovrebbe diventare una bolla di speranza. Come al solito, non ho parole. Sono toccato e ferito. Un giorno tocca “a degli estranei” ma presto verranno a toccare i miei affetti (ed è già successo 2 volte) e presto, senza dubbio, toccherà a me. Perché mi piace il cazzo, perché porto spesso al collo, ma la maggior parte delle volte attaccate al cuore, le armi di Sailor Moon, perché leggo, perché sono grasso e mi piace. Il pretesto potrebbe essere una cosa qualunque. Anche i miei occhiali. E prima che arrivino a me, prima che qualcuno o qualcosa tocchi le persone che amo bisogna tornare a riprendersi le nostre città, le nostre bolle, i nostri corpi. Nessuna donna partorirà per forza, nessun migrante dovrà morire in mare, nessun senzatetto verrà spostato dal suo angolo di cielo o bruciato vivo.

Non posso fare molto: posso dire la mia, non arretrare, prendere il mio fidanzato per mano in pubblico, ballare sotto la cassa a qualunque bpm dal più lento al più veloce, fare fumetti Lgbt, portare l’amore di Sailor Moon per l’umanità nel mondo, e scrivere. Scrivere. Scrivere. Riportare i Guardiani in ogni dove.

Perdo la strada. Sempre. Continuamente. Faccio un sacco di cazzate. Mi lamento. Ma devo ricordarmi che il mio cristallo d’argento è sempre più potente ed io non mi devo fermare.

È il momento. Che siate gay, che siate etero, che siate nerd, che siate bibliotecari (ed io conosco la più bella delle bibliotecarie!), che siate fumettisti, scrittori, studenti, lavoratori, donne, bambini, guerriere Sailor, Power rangers, baristi, lettori, Guardiani della luce, utenti di Netflix, dj, cantanti, portieri di notte, cavalieri dello zodiaco, calciatori, puelle magiche, rivoltosi, punk, technusi, trans, agender, religiosi, atei, Sandra Milo… qualunque cosa voi sentiate di essere, è il momento di unirsi. Tutti. Il mondo è un posto bellissimo. E deve crescere. Non regredire. Deve brillare non oscurarsi. Uniamoci e rilasciamo i nostri semi di stella nella galassia, salviamoci e salviamo chi possiamo. Ho paura. E come sempre piangerò, mi spaventerò ma non arretrerò di un solo passo.

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