In blue capitolo 10 – Searchin’ my soul

Bentornati! Siamo al capitolo 10. Non siamo ancora neanche a metà romanzo. Intanto è San Valentino e i ragazzi non sono proprio contentissimi. Grandi guest star anche questa volta e Bologna è sempre Bologna.

IMG_20181011_033715_391[1]

 

In blue
Capitolo 10
Searchin’ my soul

 

Lorenzo si stava vestendo per andare al lavoro. Quel giorno gli sarebbe piaciuto restare a casa, ma sapeva che non poteva farlo: le scadenze si avvicinavano e lui doveva avere tutti gli articoli per Man’s men pronti entro il giorno dopo. Ma avrebbe preferito restare in casa comunque. Quello era il giorno che odiava di più: San Valentino. Odiava tutte le pubblicità che dicevano “Quest’anno per San Valentino regala alla persona del cuore…” e tutti i vari slogan che in quel periodo dell’anno imperversavano ovunque.
Ma in fondo, lui sarebbe stato al sicuro nel suo ufficio senza uscire. Purtroppo, anche la redazione non era un luogo praticabile: era pieno di coppiette che si scambiavano effusioni. Almeno quest’anno ci sarebbero stati solo Diego ed Enrico che, sebbene fossero pieni di problemi, erano comunque una coppia e, forse, Andrea e Davide. Per fortuna Gippo non lavorava con loro e lo pseudo-ragazzo di Leonardo era lontano miglia. E poi, si disse, non era l’unico ad essere da solo: Luciano era lontano dalla famiglia, Dario dopo la brutta esperienza con Emiliano si era ripreso quasi subito, ma era emigrato a Pesaro prendendosi delle ferie anticipate, Alex non aveva mai avuto una relazione che fosse una, Barbara ancora sbavava dietro Marina e Claudia non dava parvenza di essere interessata ad alcuna relazione amorosa.
Non aveva pensato all’incognita di quella mattina: la Svalilla, una delle fotografe del sito nonché sua cara amica era già dentro al suo ufficio ad attenderlo mentre guardava puntate di “Masterchef” in streaming.
“Madò, Lorè! E che casino che hai fatto!” Gli disse salutandolo.
“Svalilla… che vuoi dire?”
“Ora pure con gli etero?”
“Ma ci sono uscito una volta con Nico… E non avevo capito…”
“Sì, ma la devi finire. Guarda che ti diseredo!”
“Fossi ricca!”
“Con quello che mi pagate mi state facendo diventare povera!”
“E c’hai ragione…”
“Vabbè, lo vuoi il caffè? Andiamo al bar?”
“Io non mi muovo di qua!”
“Lorè… Eddai…”
“No, Svalì! Oggi è una jungla!”
“Tu e ‘sto San valentino! Sei commerciale, Lorè! Troppo commerciale! Ripigliati!”
Lorenzo rise. Massì, la Svalilla aveva ragione. Ripigliati. Mai consiglio gli era sembrato più azzeccato.
“Dai, usciamo.” E abbracciò la sua saggia amica pronto a vivere la giornata.

 

                                                                ***

“Ma te lo immagini?” Sbraitava Leonardo. “Dopo anni trovo un uomo che  finalmente mi piace e abita ad Alessandria! Ma si può? Ho un uomo e passo il San Valentino da solo!”
“Ma scusa… Vai ad Alessandria!” Barbara era sconvolta.
“E ci vado così all’improvviso?”
“Che male c’è?”
“Dai, Leonardo! Non ti eri mai creato problemi prima! Su, prendi il primo treno e raggiungi Manuel!” Si intromise Claudia.
“Uff! Non è così facile!”

 

                                                ***

 

Lorenzo si appoggiò alla finestra: pioveva. Si decise a prendere il terzo caffè. Il caffè era uno dei grandi piaceri della sua vita: ne adorava l’aroma e poi gli consentiva di restare sveglio dieci ore di seguito. Chiese ad Enrico se voleva accompagnarlo al bar.
Enrico non faceva altro che parlare del regalo per Diego e bla, bla, bla. Lorenzo si disse che, forse, non era stata una buona idea invitarlo ad andare al bar con lui: non era assolutamente in vena di sentir parlare di smancerie. Pensò che la prossima volta avrebbe portato Davide: almeno, lui non parlava! Prese il suo caffè e tornò di corsa in redazione: quantomeno si sarebbe liberato di Enrico. Uscì di fretta dal bar con l’amico a seguito e si scontrò con la persona che stava entrando dalla porta.
“M-Mi scusi… Io non volevo…”
“Non preoccuparti, ormai ci sono abituato!”
Lorenzo alzò la testa ed arrossì: si era, ancora una volta, scontrato con il solito bellissimo uomo. E mentre quello gli sorrideva malizioso, Lorenzo pensò a quello  che aveva detto Dario:“…Mi ha chiesto il tuo nome e mi ha detto che sei carino…”. Lo salutò in fretta e scappò.
“Perché sei arrossito in quel modo?” Enrico non riusciva a capire che cosa fosse preso al suo collega.
“M-ma cosa dici? Non è vero…”
“Certo. Come no? Dai, dì la verità! Ti piace quello!”
“Beh… Sì…”
“L’ho già visto da queste parti. È molto bello: avevo pensato di farlo posare per Man’s men. L’ho intravisto al Cassero un paio di volte…”
“Ah, lo sai anche tu…”
“Magari legge Man’s men!”
“Mh… Non mi sembra il tipo…”
“A me sì!”
Davide arrivò in quel momento.
“Di cosa state confabulando voi due? Parlate ancora di Andrea?” Andrea aveva fatto il modello per Man’s men e Davide era ossessionato dal fatto che tutti potessero vedere il suo ragazzo nudo e che potessero parlarne.
“No, Davide, parliamo di una cosa mooolto più losca…” Enrico rise.
Davide lo fissò perplesso: quello che aveva detto non significava nulla di buono.
“Lorenzo si è innamorato!”
Davide guardò Lorenzo sconvolto, mentre questo gridava ad Enrico di smetterla.
“E si può sapere chi è il fortunato?” Chiese sorridendo mentre un inspiegabile fastidio gli saliva dallo stomaco al petto.
“Non lo conosci!” Rispose nervosamente Lorenzo. “In realtà non lo conosce nessuno!”
“Vuoi sapere chi è? Hai presente quel bell’uomo che lavora nel palazzo della polizia? Lui!”
“Enrico, sai quanti uomini stupendi lavorano nel palazzo della polizia? Come faccio a capire di chi si è innamorato ‘sto qui?”
“Ma dai! È quello che abbiamo incrociato questa mattina quando ci siamo incontrati davanti al portone dell’ufficio e tu non gli hai tolto gli occhi di dosso un attimo!”
“Cazzo!”
“E bello grosso, credo!”
“Adesso potreste smetterla di parlare delle mie questioni amorose e lasciarmi lavorare in pace?” Lorenzo era imbestialito.
Davide entrò nel suo ufficio ed Enrico prese a limarsi le unghia.
Lorenzo raggiunse Davide ma si sedette davanti al computer senza degnarlo di uno sguardo: si vergognava. Quell’uomo gli piaceva, era vero, ma parlarne con Davide era imbarazzante. Insomma, aveva fatto tutto quel casino per tornare insieme a lui!
Fu Davide a prendere la parola: “Allora, dimmi, com’è successo?”
“Com’è successo cosa?”
“Che ti sei accorto che ti piaceva il fustone!”
“Fustone? Davide, sembra che stai parlando di un detersivo…”
“Come al solito svii il discorso… Allora, sono curioso, dai!”
“Beh, io… Ci sono andato a sbattere contro una mattina mentre correvo per prendere l’autobus…”
Davide sbottò a ridere appoggiandosi alla scrivania. “Non… Non è possibile! Sei assurdo!” Disse continuando a ridere. “È proprio da te fare una cosa del genere!”
“Ma…”
“Dai! E ti sei accorto che ti piaceva?”
“No… Però… Dario dice di averlo visto alla Salara. Lui gli ha chiesto come mi chiamavo…”
“Allora è fatta!”
“Ma cosa dici? Non so neanche come si chiama!”
“Puoi sempre scoprirlo! Se andassi più spesso alla Salara…”
“Sai benissimo che non mi va! Conosco troppa gente là!”
“Beh, ma così perderai un’occasione!”
“Davide… Non venire proprio tu a farmi la ramanzina!”
“Ma io ti stavo soltanto dando un consiglio!”
“Beh, non è il caso. Non voglio rischiare ancora. Sono stanco.”
“Lorenzo tu hai tanto amore dentro di te. Non puoi mollare adesso…” Così dicendo si avvicinò a Lorenzo.
“È stato proprio il tanto amore che ti ha allontanato da me… Sai benissimo come mi comporto quando mi affeziono a qualcuno…”
“Sì. Sei ossessivo… Ma ci sono persone che amerebbero la tua ossessività!”
“Smettila di dire idiozie!”
“Da quanto tempo non hai una relazione?”
“Mh, da Giorgio… Sei mesi, quindi, più o meno. Ma cosa c’entra?”
“Allora dovresti riprovarci: non puoi sapere come ti comporteresti adesso in amore… Diamine hai ventiquattro anni!”
“Venticinque, fra poco…”
“Venticinque, ok! A giugno… Non è questo che conta! Insomma sei maturato rispetto a due anni fa, no? Sei cambiato rispetto a sei mesi fa quando sono venuto a lavorare qui!”
“Lo pensi davvero?”
“Ti mentirei?”
Lorenzo sorrise  e lo guardò maliziosamente. Forse aveva ragione Davide, pensò.

                                                          

***

 

“Io e Gippo andiamo alla Salara. Cosa fai, vieni?”
Lorenzo se ne stava rannicchiato sul divano di casa a leggere il nuovo numero degli X-men.
“Mh, non lo so. Magari dopo faccio un salto con Alex.”
“Bene! Ma credo che questa sera Alex debba lavorare.”
“Verrò lo stesso, ok? Però arrivo sul tardi! Va bene?”
“Come vuoi…” Fabio si chinò su di lui e gli baciò la fronte. “A dopo, allora!”

 

                                                        ***

 

Erano finalmente le dieci. Lorenzo uscì dalla doccia e si vestì. Non aveva nessuna voglia di uscire. Stare nascosto all’ombra delle due Torri quella sera gli sembrava un’alternativa ideale a tutte le coppiette che avrebbe incontrato per strada. Però aveva promesso a Fabio che lo continuava ad inondare di messaggi sul cellulare.
Arrivato alla Salara venne bloccato da uno dei cassieri: quella serata era riservata  solo alle coppie e i single non erano ammessi.
“Il solito problema di ogni anno!” Si disse. Sdegnato si allontanò. Si fermò sui gradini  per mandare un messaggio a Fabio per avvisarlo.
“Non hanno fatto entrare neanche te?”
Lorenzo alzò la testa: l’uomo bellissimo era là e gli sorrideva. Per un attimo si sentì confuso, ma si riprese subito.
“Sì. Stasera solo coppie!”
“Già! Mi chiamo Eugenio!”
“Lorenzo!”
Si strinsero la mano. Quella stretta calda e vigorosa fece immaginare a Lorenzo le mani di Eugenio su di lui.
“Che ne dici, entriamo insieme?” Disse Eugenio aprendo le braccia.
“Penserebbero che ti ho abbordato solo per entrare!” Lorenzo inviò il messaggio.
“Direbbero lo stesso di me!”
“Sì, ma non mi va che lo pensino!”
“Ok, ma non mi va di restare da solo proprio la notte di San Valentino! Ti va una birra?”
“Non bevo!”
“Una coca cola?”
“Vada per quella!”
Lorenzo voleva scappare: era insieme a lui! L’uomo contro cui era andato a sbattere, che incrociava la mattina, che aveva detto che era carino. Arrossì a quel pensiero e di nuovo gli balenò in testa che sarebbe dovuto scappare.

                                                                  

***

 

Decisero di andare al T.P.O., dove la serata era aperta a tutti.
Lorenzo era ancora teso. Eugenio sorrideva con i suoi denti bianchissimi e gli raccontava di lui: diceva di essere un poliziotto assegnato agli uffici. 35 anni. Quello che però non disse lo avrebbe invece voluto dire Lorenzo: era tremendamente sensuale, così alto e massiccio. I peli del petto che gli sbucavano dalla polo erano molto eccitanti e Lorenzo non poteva fare a meno di fissargli le mani. Di fissare quelle splendide mani mentre afferrava la birra e se la portava alle labbra.
Eugenio capì immediatamente cosa significava quello sguardo e sorrise.
“Vuoi… Ballare?” Chiese quasi sussurrando.
Lorenzo lo fissò incredulo.
“Ma… Io non so ballare…” Sapeva che non era vero, ma era troppo imbarazzato.
“Neanche io, ma è un lento: dovrai solo abbracciarmi ed ondeggiare lentamente.”
<<Solo abbracciarlo?>> Pensò Lorenzo.
Eugenio lo afferrò per le mani e lo condusse in pista.
“Ma… Io non so ballare!”
“Ancora con questa storia?” Eugenio gli mise le mani sui fianchi. “Lasciati andare e muoviti…”
Lorenzo si arrese. Poi pensò che si trovava in un posto sconosciuto con uno sconosciuto.
“Ti rendi conto che non ci conosciamo nemmeno?”
“Come mi chiamo?”
“E-Eugenio…”
“E tu Lorenzo! Visto? Ci conosciamo! E poi mi sei venuto a sbattere contro una decina di volte, direi che ormai c’è una certa confidenza fra noi.”
Lorenzo rise e gli poggiò la testa su una spalla. Eugenio gli mise una mano fra i capelli e lo strinse a sé. Lorenzo sentì i battiti del cuore: si chiese se era il suo o quello di Eugenio. Poi decise che non gli importava.
<<Se puoi finire le tue giornate ballando non hai nulla di cui lamentarti.>>. Pensò mentre si stringeva di più a quell’uomo assaporandone l’odore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...