L’idea dei Guardiani – 3

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Qui e qui vi ho già raccontato da dove mi è venuta l’idea dei Guardiani. E come detto, è innegabile che fumetti, libri e telefilm mi abbiano ispirato o comunque spinto a scrivere una storia come quelle a cui mi appassionavo. A un certo punto, all’inizio del nuovo millennio, mi decisi a scrivere la storia dei Guardiani e a farne un romanzo. Non sapevo disegnare e sinceramente non sapevo neanche scrivere (se state leggendo “In blue” su questo stesso blog ve ne sarete accorti! Entrambi i romanzi cominciai a scriverli in quel periodo) ma i Guardiani mi si smuovevano dentro. Partivano dal cuore, arrivavano alla testa e martellavano per uscire. Avevo un’esigenza: dovevo scrivere. In più, qualcosa era nettamente cambiato rispetto a quando disegnavo per i miei amici del quartiere: avevo cominciato a lavorare nel mondo dell’editoria e la costante frequentazione con gente del mestiere mi fece capire che no, non ero portato per il disegno. Ma scrivevo articoli a tutto spiano per le riviste di manga e avevo iniziato a fare l’editor, cioè facevo i dialoghi italiani dei manga, quindi cominciavo a padroneggiare un po’ la scrittura, anche se non ero per niente bravo o particolare. Comunque, volevo raccontare.

E mi piaceva raccontare sia quello che mi succedeva (In blue) che quella storia che da tanto tempo continuavo a portarmi appresso. In blue era scritto di getto, a seconda dell’umore o dei miei fidanzati, i Guardiani erano invece una storia di cui sapevo sia l’inizio che la fine e nella quale volevo far confluire tutte le mie idee sull’amicizia, l’amore e su come il mondo potrebbe essere salvato grazie all’unione delle persone. Avevo un obiettivo preciso nella storia e sapevo già quanti Guardiani sarebbero comparsi, perché, quali nemici avrebbero affrontato, come si sarebbero mossi e quali storie d’amore avrei raccontato. Non li avevo ancora chiamati Guardiani della Luce, si chiamavano Energy Keepers. E avevo previsto uno svolgimento in 3 romanzi. Il titolo però non era ancora sicuro. Ne tirai fuori svariati: Energy keepers, Energy soldiers, Ancient saga (vabbè), Energy Guardian. Ci sono bozze con mille titoli. L’unica cosa sicura a livello di pianificazione editoriale, era che si sarebbe svolto in 3 romanzi. Finché io e Andrea Madalena non cominciammo a collaborare… Ma questo ve lo racconterò nella prossima parte in cui vi parlerò di Andrea e di come il progetto cambiò…

Progetti e news

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Oggi vi parlo di qualche progetto per questo blog… Non me ne vogliate, cari lettori, io spero vivamente di far uscire il secondo volume dei Guardiani il prima possibile: so che lo state aspettando, che tanti aspettano la ristampa del primo volume (e anche quella arriverà…) e che arrivi il terzo volume il prima possibile, ma la strada è dura e ci sono alcune cose da considerare.

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L’idea dei Guardiani – 2

Non posso dire di essere stato un bambino o un adolescente che stava troppo davanti alla tv: avevo una vita sociale molto viva, uscivo tutto il pomeriggio, addirittura avevo dei lavori (ho fatto il commesso, il lavapiatti e il cameriere dai 13 ai 19 anni), ma credo di aver visto una quantità tale di cartoni animati e telefilm che davvero non saprei neanche immaginare dove io abbia mai potuto trovare il tempo per farlo. Eppure, era così. Ho visto anime e cartoni animati americani a strafottere e lo stesso dicasi per i telefilm. Su tutti, i miei preferiti, nei vari anni, erano Bayside school, Dawson’s creeck, Buffy e Dark Angel. Sicuramente, dei 4, quello che ha più influenzato i Guardiani è Buffy.

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La mia Sailor Moon

Se siete lettori di questo blog o se siete miei amici, ma anche solo se mi conoscete virtualmente, sapete che una delle mie più grandi passioni è Sailor Moon. Come e perché Bunny (Usagi) e le sue compagne siano diventate la mia luce guida l’ho spiegato più volte e più volte forse non sono mai riuscito a spiegarmi bene. Sailor Moon è il filo rosso che mi ha condotto a tutto quello che ho e che sono oggi: Nino non esisterebbe, forse non esisterebbe Renbooks e non avrei mai conosciuto il mio migliore amico che mi ha condotto nel posto in cui sono più felice al mondo, le feste de La Roboterie dove in una maniera o nell’altra ho incontrato gli amici migliori che si possano avere e ho incontrato l’amore. Ci sono già pronte storie su questo, ma sono altre storie che nulla hanno a che vedere con i Guardiani. Sailor Moon, invece, ai Guardiani è legata a doppio filo perché come racconto in altri post sul blog, le mie idee e la mia formazione anche professionale, passano da lei. Alcune storie dei Guardiani sono ispirate alla serie ed altre sono quelle che avrei voluto leggere o vedere se mai il cartone fosse proseguito o se la Takeuchi si fosse presa la briga di creare altre storie a fumetti.

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La strage di Orlando

13417663_613635588805597_4632225802674341559_n“La follia dilaga”. Il mio post su Facebook è stato sintetico. Probabilmente, lo sarò altrettanto qui, perché gente più preparata di me ha già speso parole e lacrime per tutto ciò e non mi addentrerò in discorsi religiosi o sull’omofobia. No.
Quello che dirò, che voglio dirvi, ancora una volta e ancora con la stessa convinzione è che non siete soli. Non abbiate paura. Quello che è successo colpisce la comunità LGBT e ci risveglia di colpo tutti, in un momento nel quale, sognanti, in tutto il mondo ci prepariamo al GayPride.

Non fermatevi. Non arretrate. Non lasciate che le vittime di Orlando diventino mute, perché sì, hanno colpito la nostra comunità, ma in un locale LGBT può esserci ogni tipo di umanità. Hanno colpito tutti. Tutta la gente che crede fermamente che siamo tutti uguali.

E sì, siamo gay, lesbiche, trans, froci, checche, asessuali, intersessuali, transgender, favolose, travestite, pazze, etero, bisex, queer, frociare, migranti, politici, soli, famiglia, innamorati, single, amici, siamo musica, sangue e scrittura, siamo inchiostro, siamo linfa, sperma e vita. Siamo una comunità e non ci arrenderemo. Non arretremo.
Non ci nasconderemo. Io non mi nasconderò.
Venite fuori, tutti, è il momento.
E sì, colpiteci. Colpiteci pure. Noi affonderemo mille volte più a fondo con il nostro sorriso e la nostra libertà.
Noi non arretremo. Io non arretrerò.

Tornare a Palermo

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Ecco quello che ho da dirvi: sto scrivendo i capitoli conclusivi del secondo romanzo. Per questo, e per alcuni altri motivi, per cinque giorni sarò a Palermo e ne approfitterò per scrivere, nutrirmi di sensazioni, vedere vecchi amici, incontrarne di nuovi. Nel mezzo anche il matrimonio di mio cugino e una presentazione mercoledì 11 maggio al Malaussene in Piazzetta Resuttana 4 alle 20.

Se ci sarete e volete parlare un po’ anche dei Guardiani, ne sarò lieto. Io intanto vado a deliziarmi gli occhi e il cuore con la città che amo ed odio e mi preparo a chiudere questa seconda avventura dei miei ragazzi. Il terzo volume è, per me, alle porte e sarà quello che mi richiederà più energie, ma potrò sempre tornare qua e rigenerarmi.

La bellissima foto a corredo dell’articolo è del mio amico Salvo Mogavero.

Spegnersi a 18 anni

13130894_10153728870733002_1702736476281494198_oStamattina mi sono svegliato di buonumore e grazie ad una foto sul mio ipad ho scritto “All’alba è nato un Guardiano” ma non avevo ancora sfogliato i siti online, nè Facebook e non potevo sapere che nel frattempo era successa una tragedia a Bari che, come ogni volta che succedono cose di questo genere, mi ha lasciato svuotato: un ragazzino di 18 anni si è suicidato.

Le cause del suicidio non sono chiarissime, si parla di bullismo omofobico, ma anche di mancata accettazione da parte dei genitori. Io non lo so, i giornali spesso raccontano cose distorte e può essere successo di tutto. Ma quello che mi lascia a bocca aperta e senza parole, sempre, è il come sia possibile, nell’era in cui viviamo, suicidarsi a causa della propria omosessualità. Non siamo più negli anni ’90, nei quali un partner o anche solo degli amici gay, te li dovevi andare a cercare nei locali o tramite annunci. Con internet l’informazione dovrebbe arrivare a tutti, da nord a sud. Con internet dovremmo poter trovare aiuto. Non dovremmo essere soli.
Non è così. Ed è triste constatare quanto lavoro c’è ancora da fare.

No, non basta che nasca un Guardiano all’alba per far sì che i ragazzi LGBT non abbiano più paura, non bastano i Pride, non basta dire che non siete sbagliati e che siete unici. Non basta.
Ma un giorno, di sicuro, alzeremo la testa e non ci sentiremo più sbagliati a causa del nostro amore. E ricordatevi sempre che non siete soli: venite fuori, non abbiate paura, il mondo è un posto terribile e stupendo allo stesso tempo, ma voi potete farlo vostro.

Vi lascio con una nota positiva, un video (nel quale compaio anche io) in cui i modelli sono tutti positivi. E se avete paura, ricordatevi che siete unici al mondo.