Spegnersi a 18 anni

13130894_10153728870733002_1702736476281494198_oStamattina mi sono svegliato di buonumore e grazie ad una foto sul mio ipad ho scritto “All’alba è nato un Guardiano” ma non avevo ancora sfogliato i siti online, nè Facebook e non potevo sapere che nel frattempo era successa una tragedia a Bari che, come ogni volta che succedono cose di questo genere, mi ha lasciato svuotato: un ragazzino di 18 anni si è suicidato.

Le cause del suicidio non sono chiarissime, si parla di bullismo omofobico, ma anche di mancata accettazione da parte dei genitori. Io non lo so, i giornali spesso raccontano cose distorte e può essere successo di tutto. Ma quello che mi lascia a bocca aperta e senza parole, sempre, è il come sia possibile, nell’era in cui viviamo, suicidarsi a causa della propria omosessualità. Non siamo più negli anni ’90, nei quali un partner o anche solo degli amici gay, te li dovevi andare a cercare nei locali o tramite annunci. Con internet l’informazione dovrebbe arrivare a tutti, da nord a sud. Con internet dovremmo poter trovare aiuto. Non dovremmo essere soli.
Non è così. Ed è triste constatare quanto lavoro c’è ancora da fare.

No, non basta che nasca un Guardiano all’alba per far sì che i ragazzi LGBT non abbiano più paura, non bastano i Pride, non basta dire che non siete sbagliati e che siete unici. Non basta.
Ma un giorno, di sicuro, alzeremo la testa e non ci sentiremo più sbagliati a causa del nostro amore. E ricordatevi sempre che non siete soli: venite fuori, non abbiate paura, il mondo è un posto terribile e stupendo allo stesso tempo, ma voi potete farlo vostro.

Vi lascio con una nota positiva, un video (nel quale compaio anche io) in cui i modelli sono tutti positivi. E se avete paura, ricordatevi che siete unici al mondo.

Censurato Gayburg

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Avrei voluto cominciare l’anno raccontandovi cose magnifiche e divertenti, ma oggi mi è capitato sott’occhio il blog del mio amico Uranorebel e sono rimasto abbastanza sconvolto da una notizia: il blog di Gayburg, uno dei pochi siti d’informazione seria LGBT è stato oscurato da Google, a causa di ripetute segnalazioni da parte degli “utenti”. Per conoscere la storia di Gayburg, andate sul blog di Uranorebel, che ve la descriverà meglio di come possa fare io. In questa sede,  vi lascio alla lettera di Gayburg copiata pari pari dal blog di cui sopra.

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Non siete soli

10447666_10152274345723002_1679565192442590919_nOggi non parliamo dei Guardiani. Sono ancora sconvolto da quello che ho appreso: due notizie shockanti successe una a pochi giorni di distanza dall’altra. E mi chiedo ancora perché succedano queste cose. Perché un ragazzo di 16 anni debba essere discriminato solo perché i suoi gusti non coincidono con quelli degli altri, perchè un ragazzo di 16 anni debba sentirsi sbagliato arrivando addirittura a togliersi la vita. Questa settimana, ben due diversi casi hanno tenuto banco nei giornali e su internet: il suicidio di un ragazzo gay di Siracusa e l’allontanamento di un ragazzo gay dalla sua classe a Monza.
I due casi mi hanno particolarmente colpito: questi ragazzi hanno entrambi 16 anni, come i miei Guardiani, come tanti lettori che mi scrivono.

Il caso di Siracusa, vede nelle motivazioni del ragazzo un disagio diverso: quello della “povertà” della sua famiglia. A leggere gli articoli sembra quasi che non sia stata l’omosessualità la causa scatenante del suicidio ma la vergogna di non poter “vivere come gli altri”.  Come se non avere soldi per essere come gli altri fosse una colpa, come e non poter comprare del materiale chiesto a scuola fosse un errore irrimediabile.

Nel secondo caso, quello di Monza, un ragazzo è stato mandato fuori dalla sua classe per 2 giorni, costretto a stare in corridoio, per aver pubblicato su Instagram una foto dove lui e un suo amico erano a petto nudo. Lo studente era dichiaratamente gay e si è fatto 1+1… Per proteggere gli altri studenti. Scuola cattolica, c’era da aspettarselo… Eppure, quello che predicava Gesù Cristo era del tutto diverso.

Ho poco da dire: non mi sento all’altezza, né in grado di fare un’analisi obiettiva. Sono talmente arrabbiato e  basito che non ho parole che non siano insulti. E sarei di una banalità sconcertante.

Ma qualcosa voglio dirlo, a voi miei lettori adolescenti, e anche a quelli più grandi: non siete soli. Un giorno, tutto questo passerà e la gente, che adesso vi insulta, un giorno vi chiederà scusa. La miseria delle vostre famiglie non fa di voi degli emarginati, non è colpa vostra. Il mondo è un posto terrificante se non lo si scavalca, lasciando agli altri le regole del “si fa ma non si dice” e dell’omologazione a tutti i costi. Abbiate sempre il coraggio di andare a testa alta orgogliosi di quello che siete, perché nessuno di voi è sbagliato e un giorno o l’altro, ne avrete la prova certa. Ve lo dice uno che di miseria ne ha vista, che di insulti se ne è presi ma che non ha mai perso la voglia di vivere e di stare con gli altri. Qualunque fossero le loro idee, ceto sociale, religione, potere d’acquisto. Rimboccatevi le maniche e non perdetevi d’animo: le cose miglioreranno.