La strage di Orlando

13417663_613635588805597_4632225802674341559_n“La follia dilaga”. Il mio post su Facebook è stato sintetico. Probabilmente, lo sarò altrettanto qui, perché gente più preparata di me ha già speso parole e lacrime per tutto ciò e non mi addentrerò in discorsi religiosi o sull’omofobia. No.
Quello che dirò, che voglio dirvi, ancora una volta e ancora con la stessa convinzione è che non siete soli. Non abbiate paura. Quello che è successo colpisce la comunità LGBT e ci risveglia di colpo tutti, in un momento nel quale, sognanti, in tutto il mondo ci prepariamo al GayPride.

Non fermatevi. Non arretrate. Non lasciate che le vittime di Orlando diventino mute, perché sì, hanno colpito la nostra comunità, ma in un locale LGBT può esserci ogni tipo di umanità. Hanno colpito tutti. Tutta la gente che crede fermamente che siamo tutti uguali.

E sì, siamo gay, lesbiche, trans, froci, checche, asessuali, intersessuali, transgender, favolose, travestite, pazze, etero, bisex, queer, frociare, migranti, politici, soli, famiglia, innamorati, single, amici, siamo musica, sangue e scrittura, siamo inchiostro, siamo linfa, sperma e vita. Siamo una comunità e non ci arrenderemo. Non arretremo.
Non ci nasconderemo. Io non mi nasconderò.
Venite fuori, tutti, è il momento.
E sì, colpiteci. Colpiteci pure. Noi affonderemo mille volte più a fondo con il nostro sorriso e la nostra libertà.
Noi non arretremo. Io non arretrerò.

Spegnersi a 18 anni

13130894_10153728870733002_1702736476281494198_oStamattina mi sono svegliato di buonumore e grazie ad una foto sul mio ipad ho scritto “All’alba è nato un Guardiano” ma non avevo ancora sfogliato i siti online, nè Facebook e non potevo sapere che nel frattempo era successa una tragedia a Bari che, come ogni volta che succedono cose di questo genere, mi ha lasciato svuotato: un ragazzino di 18 anni si è suicidato.

Le cause del suicidio non sono chiarissime, si parla di bullismo omofobico, ma anche di mancata accettazione da parte dei genitori. Io non lo so, i giornali spesso raccontano cose distorte e può essere successo di tutto. Ma quello che mi lascia a bocca aperta e senza parole, sempre, è il come sia possibile, nell’era in cui viviamo, suicidarsi a causa della propria omosessualità. Non siamo più negli anni ’90, nei quali un partner o anche solo degli amici gay, te li dovevi andare a cercare nei locali o tramite annunci. Con internet l’informazione dovrebbe arrivare a tutti, da nord a sud. Con internet dovremmo poter trovare aiuto. Non dovremmo essere soli.
Non è così. Ed è triste constatare quanto lavoro c’è ancora da fare.

No, non basta che nasca un Guardiano all’alba per far sì che i ragazzi LGBT non abbiano più paura, non bastano i Pride, non basta dire che non siete sbagliati e che siete unici. Non basta.
Ma un giorno, di sicuro, alzeremo la testa e non ci sentiremo più sbagliati a causa del nostro amore. E ricordatevi sempre che non siete soli: venite fuori, non abbiate paura, il mondo è un posto terribile e stupendo allo stesso tempo, ma voi potete farlo vostro.

Vi lascio con una nota positiva, un video (nel quale compaio anche io) in cui i modelli sono tutti positivi. E se avete paura, ricordatevi che siete unici al mondo.